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40° alluvione
La memoria non è venerare le ceneri ma preservare il fuoco».
Con questo concetto nasce lo spirito del 40° anniversario che si concretizza nell’idea che la rievocazione degli eventi deve oggi essere letta in chiave propositiva.

«La memoria non è venerare le ceneri ma preservare il fuoco».
Con questo concetto nasce lo spirito del 40° anniversario che si concretizza nell’idea che la rievocazione degli eventi deve oggi essere letta in chiave propositiva per raggiungere chi quel tragico evento l’ha vissuto; chi, come le nuove generazioni, ne ha memoria solo grazie ai racconti e alle testimonianze storiche; e chi oggi si trova ad occupare posizioni strategiche nel panorama decisionale della gestione del territorio.

Quarant’anni fa, il 2 novembre del 1968, la tragica alluvione devastò la Valle Strona e il Biellese lasciando profonde ferite nel territorio e nell’animo; in quella situazione drammatica tuttavia, la pronta opera di ricostruzione fece emergere la tenacia e la forza di volontà della gente.

Oggi, a 40 anni di distanza la riflessione che emerge è che l’acqua può essere buona o cattiva: può assumere una connotazione negativa che sfocia in tragedia ma allo stesso tempo è una risorsa indispensabile per la vita, come fonte di lavoro e di energia, come occasione di gioco e di piacere.

Così l’amministrazione comunale di Valle Mosso, insieme alla Comunità Montana Valle di Mosso, la Provincia di Biella e la Regione Piemonte hanno scelto di promuovere e realizzare un evento concentrato proprio su questi temi.


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